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SONO UNA MAMMA! ALLATTAMENTO AL SENO

Sono una mamma! Ebbene sì, mai avrei immaginato come ci si può sentire! Un misto di emozioni, piene, forti, stordenti a volte… Ed eccoci qui, siamo mamme, siamo forti, ma anche spaventate a volte. Non capiamo il perché o il per come e….d entriamo in crisi! Ora una certezza è questa: sei una mamma. Una mamma sa sempre tutto, ma a volte, nella stanchezza, nella confusione del «io facevo così» della portinaia o della nonna… e quindi eccoci qui. Un po’ di chiarezza tra mamme, male non fa.

Cercherò di fare un breve e superficiale riassunto di tutto. Innanzitutto vi capisco, perché ci sono passata. Ciò che preoccupa di più una mamma è sentire il proprio bimbo piangere senza capirne i motivi… Ma è anche vero che se ascoltiamo il nostro istinto e il nostro cuore capiremo esattamente cosa fare.

Partiamo dal principio, il nostro neonato nasce, ma il nostro percorso con lui e di mamme era iniziato già prima in gravidanza e poi con la nascita (che sia naturale o con cesareo). Cerchiamo di sentire col suo cuore e animo, per lui la nascita è stata devastante. La vita è un vero nuovo mondo, sente la gravità, la pesantezza del proprio corpo, l’aria fredda, i rumori e le luci, le persone che parlano. E come può riuscire a comunicare? Piangendo. Il consiglio è proprio quello di tenerlo a sé, in braccio, in fascia, nel lettone, in un bagno caldo, pelle a pelle. Già questo è veramente importante, ricordiamo la marsupio terapia e l’attaccamento/bonding, basi di una crescita fisica e mentale serena ed equilibrata.
Il nostro seno. Il seno inizia a produrre latte già in gravidanza, poi con gli ormoni questo meccanismo procede e con l’attacco corretto (non deve mai fare male) del neonato inizia la produzione di colostro e latte. Il latte c’è sempre, non ha orari. Questo perché il seno è pieno di alveoli, quanti saranno… Milioni, i quali si strizzano rilasciando il latte e si riempiono di latte all’istante. Il seno non è un serbatoio, non si svuota mai, ma è come un rubinetto. A volte se siamo impaurite o stressate questo rubinetto rimane poco aperto, e il latte scende piano (riflesso di emissione).
Cosa interferisce nella produzione di latte? Gli interferenti. Che siano persone (che tengono il neonato al nostro posto) o cose (ciucci, biberon, latte artificiale). E anche un attacco poco efficace, dovuto a varie motivazioni da indagare con una consulente o ostetrica.

La sera, il momento x. La sera per tutte è un momento difficile, iniziano i pianti, gli sfoghi, di questi nostri cuccioli. Possiamo fare come detto sopra, cullarli, pelle a pelle, ognuno trova il proprio modo. A volte è meglio se ci pensa un’altra persona come il papà a cullarli, perché noi mamme siamo nervose, spaventate e stressate. Il neonato rifiuta il seno, e noi andiamo in crisi. Sono fasi passeggere, appena si sarà calmato potrebbe.o riattaccarlo al seno.

La questione fame. Ai primi segnali di fame va attaccato, appena gira la testolina, quando si mette le manine in bocca (ma dal secondo o terzo mese le metterà per scoprirsi e non per fame). Se lo attacchiamo al pianto lui sarà agitato, si attaccherà male e la poppata diventerà difficoltosa. Allattiamo ovunque, non importa se esci, la mamma deve uscire e svagarsi, se abbiamo bisogno attacchiamolo è un nostro diritto sacrosanto, lo dice la legge e lo dice anche il Papa.

La questione ciuccio. Il ciuccio aiuta la mamma, indubbiamente. Ma è sconsigliato. Lo dice la scienza, lo dicono i professionisti, i dentisti, le ostetriche. So che per molte mamme sarà difficile, ma una vita senza ciuccio è fattibilissima. Per chi volesse approfondire sul ciuccio può leggere sotto nella bibliografia.

La questione scatti di crescita. Ci sono periodi difficili, il neonato deve crescere e per farlo ha bisogno di più latte. E quindi mette giù una lista della spesa, un ordine al cameriere/seno. Come? Stando attaccato, facendo ping pong da un seno all’altro, innervosendosi. È programmato per farlo, è competente, sa cosa deve fare. Se noi gli diamo una aggiunta blocchiamo tutto, rendiamo le cose più difficili.

Per stare serene infine cosa dobbiamo guardare? Il primo mese va valutata la crescita settimanale (valutazione basata sulle curve di crescita OMS con il pediatra), la produzione di pipì e pupù (6/7 pannolini di pipì nelle 24h e dalle 3/4 cacche) e anche la crescita in cm. Già l’osservazione di pipì e pupù è un ottimo indicatore. Dal primo mese in avanti la pupù potrebbe diminuire drasticamente, non importa. Che dire, se ci sono i pannolini significa che il passaggio di latte è buono, se c’è la crescita anche.
Il latte materno non sarà mai poco sostanzioso, potremo mangiare tutto tranne alcol, e anche prendere dei begli spaventi che non succede nulla 💙
Non abbiate mai dubbi su di voi, siete mamme uniche, scelte da loro, dai nostri bimbi, datevi fiducia e soprattutto diamola a loro 🌸

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http://www.aicpam.org/soci-aicpam/

https://www.allattamentoibclc.it

http://www.lllitalia.org/

http://mami.org/

BIBLIOGRAFIA:

Carlos Gonzales, Un dono per tutta la vita, Leone Verde Edizioni

T. Catanzani P. Negri, Allattare: un gesto d’amore, Bonomi Editore

T. Catanzani, Come allattare il tuo bambino, Macro edizioni

http://www.ibfanitalia.org/…/…/bb54_ciuccio_allattamento.pdf http://www.bambinonaturale.it/2014/12/genitorialita-alto-contatto-ciuccio/ 

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